J-RECENSIONE: Fullmetal Alchemist: Brotherhood

Uscito in Italia nel 2009 , Fullmetal Alchemist Brotherhood (abbreviato d’ora in avanti in FMAB) è il secondo adattamento dell’omonimo manga. Voglio parlarvi di questo in particolare perché a differenza della prima versione (composta da 51 episodi più il film “Il conquistatore di Shamballa“, che conclude l’opera), segue fedelmente gli avvenimenti del manga. L’enorme successo della serie (ancora nella top 10 dei migliori anime), ha portato ad un’infinità di pubblicazioni tra art book, CD della colonna sonora, videogiochi multipiattaforma (11 in totale), e recentemente, anche se ha riscosso critiche piuttosto negative, un live action. Quest’ultimo, così come le due serie, sono disponibili su Netflix.

TRAMA

Edward e Alphonse Elric, sono due fratelli che vivono assieme alla madre Trisha, rimasta sola dopo l’abbandono del marito. La loro vita procede tranquilla e serena, fin quando una terribile epidemia stronca la vita della donna, lasciando i fratelli Elric orfani. Decisi a riportare la madre in vita, Edward ed Alphonse tentano un rituale alchemico proibito a chiunque: La trasmutazione umana. Durante il procedimento però qualcosa va storto: Edward perde una gamba, mentre Alphonse tutto il corpo. Nel tentativo di salvare l’anima del fratello, Edward sacrifica il braccio per legare l’anima di Alphonse ad un’armatura, evitando che scompaia per sempre.

Dopo essersi ripreso dal fallimento del rituale ed essersi fatto costruire due arti meccanici al posto di quelli perduti, Edward diventa Alchimista di Stato (titolo che lo renderà famoso come “l’Alchimista d’Acciaio”), ed assieme a suo fratello, andrà alla ricerca di una misteriosa pietra in grado di ridar loro i propri corpi: La pietra filosofale. Inizia così l’avventura di Edward ed Alphonse Elric, due fratelli in viaggio verso la loro redenzione.

Senza sacrificio l’uomo non può ottenere nulla. Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos’altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato “il principio dello scambio equivalente”

  • Alphonse Elric

CONCLUSIONI

FMAB è una di quelle opere che deve essere vista, e non parlo solo degli appassionati di anime; tocca temi che a distanza di anni rimangono più che attuali, come il razzismo e la guerra, affrontandoli in modo adulto e molto profondo. Inoltre si discosta fortemente dagli Shonen classici: qui non troverete una serie di nemici sempre più forti e potenziamenti in stile DragonBall, ma tematiche forti, nemici e protagonisti logorati dalle emozioni, ed un viaggio non verso il potere o la gloria, ma verso la redenzione dei peccati commessi in passato.

Ci sono opere che vanno ben oltre l’intrattenimento, opere con un cuore pulsante desiderose di dare un messaggio al mondo, e Fullmetal Alchemist Brotherhood è una di queste.

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